na digressione sull’autore del libro ci ha presentato un La Rochelle deluso dalla statica e amorfa società del primo dopo guerra, un La Rochelle amante e conoscitore del Nietzsche, che vede nell’avvento dei fascismi l’unica e vera grande occasione per stravolgere e distruggere quella che era la decaduta società della sua epoca, tradita dal capitalismo e dalle utopiche premesse del marxismo e dei suoi “borghesi vestiti da proletari”, e che ritrova nel fascismo e nel nazionalsocialismo l’incarnazione delle speculazioni del filosofo del “Così parlò Zarathustra” e della “morte di Dio”.
A scanso di equivoci dovuti al cattivo uso delle parole ci viene presentato il socialismo nella sua accezione originaria, dell’epoca: uno slancio e una tensione “guerrieria”, quasi “mistica”, di una comunità che portava alla sua armonizzazione e che identificava nel suo uomo politico l’atleta, il guerriero, il monaco. Socialismo che non ha nulla a che vedere con le moderne istanze collettivistiche e livellatrici, un socialismo, proprio perché genuino, osteggiato dagli stessi marxisti e che, parafrasando Walter Darrè, non poteva avere ragion d’essere se non legato alla nazione che a sua volta perdeva significato senza questo socialismo…fascista!
Tiberio ha scritto:Da quello che ho letto devo dire che questa associazione raido è ciò che di più antifascista, radical-destrorso e reazionario che possa esserci. Questi volgari pseudo-fascisti affermano idiozie di sana piante, gettando fango su Mussolini, sul Fascismo, sulla Scuola di Mistica Fascista. A breve risponderò con un saggio alle fandonie scritte, intanto eccovi questa perla sulla conferenza sul "socialismo fascista":na digressione sull’autore del libro ci ha presentato un La Rochelle deluso dalla statica e amorfa società del primo dopo guerra, un La Rochelle amante e conoscitore del Nietzsche, che vede nell’avvento dei fascismi l’unica e vera grande occasione per stravolgere e distruggere quella che era la decaduta società della sua epoca, tradita dal capitalismo e dalle utopiche premesse del marxismo e dei suoi “borghesi vestiti da proletari”, e che ritrova nel fascismo e nel nazionalsocialismo l’incarnazione delle speculazioni del filosofo del “Così parlò Zarathustra” e della “morte di Dio”.
E da quanto sono esistiti i "fascismi"? Legittimiamo pure le boiate degli antifascisti?
Poi l'apologia di nazismo se la potevano anche risparmiare...A scanso di equivoci dovuti al cattivo uso delle parole ci viene presentato il socialismo nella sua accezione originaria, dell’epoca: uno slancio e una tensione “guerrieria”, quasi “mistica”, di una comunità che portava alla sua armonizzazione e che identificava nel suo uomo politico l’atleta, il guerriero, il monaco. Socialismo che non ha nulla a che vedere con le moderne istanze collettivistiche e livellatrici, un socialismo, proprio perché genuino, osteggiato dagli stessi marxisti e che, parafrasando Walter Darrè, non poteva avere ragion d’essere se non legato alla nazione che a sua volta perdeva significato senza questo socialismo…fascista!
A parte che quelli della raido dimostrano di non aver capito un tubo sul socialismo fascista, mi viene da ridere quando ho letto della comunità "che identificava nel suo uomo politico l’atleta, il guerriero, il monaco". Appuriamo che la raido non conosce la dottrina fascista, le sue implicazioni, e si permette pure di organizzare conferenze in materia
A parte che quelli della raido dimostrano di non aver capito un tubo sul socialismo fascista,
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